domenica 16 ottobre 2011

Balla! Anche se il tuo solo posto è il soggiorno ....

Dunque ... cos'è tipo 2 anni che non scrivo sul blog? Dovrei controllare ma penso che più o meno ci siamo. Ovviamente ne sono successe di cose nel frattempo e potrei anche tentare di elencarle ma ... finirei comunque per dimenticarne parecchie. Che poi uno tiene un blog giusto per ricordare quello che ha combinato quando la memoria gli difetta. O magari perché gli dà soddisfazione sfogare i propri tumulti interiori. Beh non me ne frega poi molto. Se mi ritorna la voglia, il tempo o il piacere magari ricomincio. Certo che in questi ultimi anni tra Messenger prima, Facebook, Twitter e social-networking compagnia cantando si sente meno l'esigenza di comunicare qualcosa in più di 5 righe. Bloggare consente di essere più articolati, meno ristretti nelle parole e forse ci si esprime meglio. Ma non ne sono sicuro. E' solo un pensiero tra tanti. 
La prima cosa che mi viene in mente è che ho fatto 15 anni di matrimonio il mese scorso. Mai avrei pensato che avesse tanta pazienza. E il fatto che sia la prima cosa che mi è venuta in mente mi fa riflettere sulla vecchiaia che incombe. Peli bianchi tra le cosce e sulla nuca. Qualcuno fa ciao ciao tra le tempie e la barba. Beh non si può avere 30 anni per sempre, mettiamocela via. 
Il rugby riveste sempre una parte importante nella mia vita. Forse troppo a sentire la paziente. La mia carriera di giocatore "professionista" è terminata a fine primavera e si è trasformata in qualcosa di più tranquillo. Da consigliere sono diventato vice-presidente della squadra già l'anno scorso e mi rendo conto che tutto sommato non sono male. Certo, se mi guardo in giro, non è poi così difficile visto il livello dirigenziale del rugby in Italia. Mi hanno assegnato l'attività più difficile e più entusiasmante: il rapporto con i giocatori. Perciò ok gli impegni, le convenzioni, le visite mediche, il marketing, la dotazione, i campi, ecc. ma è parlare con quei malcunati dei miei compagni di squadra che mi rende felice di fare questo extra-lavoro. Anche perché sono queste le soddisfazioni vere: crescere e veder crescere quelli attorno a sé. Nel frattempo scarrozzo ancora il mio vecchio corpo tra il fango, le pacche, culi di piloni e l'ovale in mano quando ci rimane abbastanza per rendersene conto.
Sul lavoro da più di un anno mi sono ritrovato capo di un ufficio con un po' di persone da coordinare. Ho preso il tutto in maniera molto easy ma lo stress è arrivato presto ... e mi ritrovo con una sigaretta in mano dopo anni che avevo smesso. L'idiozia rimane comunque il mio tratto distintivo. Non ho più tempo libero: l'effetto più devastante è che leggo meno. E non leggere intristisce la vita e inaridisce il cervello. Che già di suo tra l'altro ...
Riesco sempre ad ascoltare musica e ad andare spesso al cinema ma mai quanto vorrei.
Ok adesso è ritornata e devo dedicare un po' di me anche a lei. Perché dopo 15 anni abbiamo ancora molto da dire, molto da capire e non si finisce mai di conoscersi. E purtroppo per lei, la garanzia è scaduta. 
I wish I was the verb "to trust" and never let you down ...
(Wishlist - Pearl Jam)

Tutta colpa di "The Big Kahuna" che mi ha messo addosso una strana sensazione, come al solito, della vacuità degli eventi e del dover sempre rendersi conto di ciò che si è, da che parte ci si sta dirigendo e soprattutto di come la vita scivoli via tra le dita del destino beffardo ... solo che non siamo sabbia nel vento ed è bene irrorare le radici della pianta che siamo. Per quanto sbattuta dal vento, con qualche ramo rinsecchito da potare, con tante foglie secchie ai piedi ma che può ancora dare riparo alla gente che ci passa accanto e anche sollievo, fosse solo a quel cazzo di cane che sta alzando la gambetta ... 

lunedì 31 maggio 2010

9.460.800.000.000 km


Cronaca riassuntiva degli ultimi eventi rugbystici.
Il Benetton Treviso sconfigge MPS Viadana 16-12 e si laurea per la 15ima (ed ultima) volta campione d’Italia del Super 10. L’anno prossimo entrambe concorreranno nelle praterie celtiche alla ricerca di una più remunerativa professionistica internazionalità.
Intanto, per quest’anno, la Celtic League vede il successo degli Ospreys in finale contro il Leinster per 17-12.
I Tigers di Leicester conquistano la Guinness Premiership inglese battendo i London Saracens per 33-27. Bella storia per gli italiani Castro vs Aguero/Ongaro/Nieto anche se gli ultimi due non hanno partecipato attivamente alla festa.
In Francia, per il Top 14, il Clermont Auvergne, all’undicesimo tentativo, riesce finalmente a stringere tra le mani il Bouclier de Brennus vincendo il titolo nazionale francese contro il solido Usa Perpignan per 19-6.
Il Super 14, con una finale tutta sudafricana, ha visto laurearsi per la seconda volta consecutiva i Pretoria Bulls sugli Stormers di Città del Capo per 25-17.
La settimana scorsa, nella finale tutta francese di Heineken Cup, lo Stade Toulousain si è imposto sul sorprendente Biarritz Olympique 21-19 mentre nella finale di Amlin Challenge Cup a Marsiglia il Toulon perde contro i Cardiff Blues 21-28.
Dopo questa noiosa trafila di risultati, prendo atto del fatto che, ora e per almeno 3 mesi, il rugby che conta sarà solo legato al Tri Nation, per quanto nell’immediato, anche i test match di giugno susciteranno senz’altro un po’ del mio interesse.
Interesse che in questi giorni latita su tutti i fronti. Non mi capita spesso ma ultimamente mi annoio con niente. Ho una capacità di attenzione pari a 12 secondi. Riesco a mantenermi concentrato per un massimo di 5 minuti solo se i primi 4 sono stati impegnativi quanto l’ultimo episodio di Lost. Sono evanescente quanto uno spruzzo di Dove Sensitive e mi sto riempiendo di post-it ovunque anche per ricordarmi le cose più banali.
Riesco a sostenere in maniera continuativa un grado sufficiente di capacità ricettiva solo durante le puntate della Storia dell’Universo su History Channel e al racconto dei problemi esistenziali della vita degli altri davanti uno shootino di vodka alla frutta. Non è bene.
Proverò a prendere qualche pasticca di fosforo … ma ho l’impressione che dovrò inventarmi qualcosa. Intanto, giusto per restare in tema ‘noi e l’universo’, stelle, quasar, supernove, buchi neri, magnetar, pulsar, nane bianche che diventano nere, chi minkia siamo, da dove proveniamo, dove stiamo andando, insomma tutte quelle domande tipicamente senza risposta, ho rispolverato il mio vecchio cd dei PJ ,“Binaural”. Sì sì proprio il cd perché ormai mi sono ridotto ad ascoltare solo mp3. Ma per visualizzare il concetto che avevo in testa necessitavo proprio di toccare questa copertina patinata e tutte le foto interne che scivolano fuori come vecchi rinsecchiti post-it ... appunto. 
Così, giusto per mantenere la concentrazione anni luce distante da qui.   
“And wherever you've gone...and wherever we might go
It don't seem fair...you seemed to like it here
Your lights reflected now...reflected from afar
We were but stones...your light made us stars”
Light Years – Pearl Jam

lunedì 17 maggio 2010

It happens ...

Succede che, di ritorno da una piacevole scampagnata cittadina, approfitti di un tardo pomeriggio inoltrato che è quasi sera con la casa completamente a mia disposizione e la possibilità di stare in braghette e canottiera gustandomi pop corn – birra – rugby alla tv. Stravaccato placidamente sul divano, pioggia di briciole, i piedi nudi sul tavolino di cristallo, …  so già che qualcuno trovando le impronte mi rimprovererà ma so anche che è lo stesso.
Succede che un amico ti suoni alla porta mentre stai guardando il secondo tempo in differita della semi finale del Super 10 di rugby e che, woof! woof!, ti alzi dal sofà, apri il cancelletto e scendi all’entrata. Ehi ciao come va, dai entra, no resto fuori vedi che sono in bici e tanto devo andare volevo solo salutarti come stai, va tutto bene comunque ho le birre fresche dai sali, no no guarda come l’avessi bevuta dai ci vediamo martedì con le femmine ok, ok, ciao, ciao.
Succede che risalgo le scale. 
Succede che ricordo di aver aperto con la chiave.
Succede che avverti la sensazione di qualcosa di sbagliato come una spada di Damocle immaginaria che volteggia pericolosa dietro la nuca.
Succede che, solo in quel preciso istante, ricordi di averle lasciate all’interno, sulla toppa.
Succede che il vento chiude quello che è rimasto aperto.
Succede che, le finestre, aperte non sono. Ad esclusione di quella là. A qualche metro di altezza, a due piani di distanza da terra. Nessuna scala telescopica ci arriverà mai. E anche salire dal terrazzo, nonostante l’acrobatica prodezza non mi sia nuova, beh non servirebbe a nulla perché è tutto chiuso.
Succede che busso alla signora di sotto. Sì grazie mi fai telefonare, si certo, grazie. Sì sono qui fuori in canottiera e crocs, senza alcuna possibilità di entrare, sì si hai capito sono chiuso fuori non lo so se con le tue chiavi si riesce ad entrare perché non ho mai provato ad aprire con le chiavi nella serratura dall’altra parte. Il resto della telefonata non è riportabile.
Succede che, dopo venti minuti, arriva lei e le sue chiavi e non si apre un cazzo.
Succede che lei decide di chiamare i pompieri.
Succede che dopo mezzora arrivano 6 aitanti pompieri, capo muta compreso. Salgono le scale e, usando non so che cosa, nel giro di un paio di minuti aprono la porta e mi guardano come fossi un homo diversamente sapiens. Forse per la macchia sulla canottiera. Prendono i dati …mi arriverà da pagare per l’intervento ma nulla potrà rimborsare quello che ho perso in autostima. Una donna che vive con me mi guarda come fossi uno di passaggio. Uno di quelli che raccogli per pietà e che nutri per carità cristiana. Uno che è lì solo perché ti paga l’affitto della stanza in più. Così non dico nulla e senza alzare la testa vado a farmi una doccia.
Succede che poi la donna di prima mi porta un the verde caldo con 6 bucaneve. Un po’ mi sorride e un po’ mi compatisce. Però alla fine dice che è stata una bella cosa. Era da un po’ che non vedeva tanti bei maschietti in un sol colpo.
Succede che quando rinascerò, nel caso in cui tutti i posti da idraulico siano già tutti occupati, farò domanda per fare il pompiere. O la chiave nella toppa.